Consorzio Parco Della Peranzana | Classificazioni
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Classificazioni

Olio d’oliva: uno stile di vita

La classificazione dell’olio d’oliva comprende anche informazioni e dettagli su un vero e proprio stile di vita, su una cultura specifica e antica, tradizioni e culto del benessere, attraverso un prodotto altamente ricco di nutrienti e proprietà che vanno ben oltre l’essere solo un alimento gustoso che rende il cibo ancora più buono. la genuinità e il sapore incomparabile del puro olio d’oliva è conosciuto e utilizzato fin dall’antichità, possiamo dire che l’olio accompagna l’uomo nel suo cammino evolutivo sin dagli albori della storia. Inoltre è un alimento non solo buono ma assolutamente indispensabile in cucina, molte preparazioni culinarie sono strettamente legate all’uso dell’olio e senza non sarebbero fattibili. Molte elaborazioni di ricette consigliano altri metodi alternativi per condire e cuocere le pietanze, ma senza dubbio nessuna altro ingrediente può avere la resa e dare il sapore del buon olio extra vergine di oliva.

Informarsi per scegliere l’olio più gradito

Conoscere bene tutti i tipi di olio, le varie caratteristiche sia di produzione che nutrizionali oggi ho molto facile poichè per legge ogni contenitore di olio di oliva in commercio, sia esso in vetro o in metallo o in plastica deve portare un’etichetta completa di tutte le informazioni sull’olio che contiene e sulla sua provenienza, questo è una norma vigente della normativa europea.  Si può definire olio di oliva solo quel prodotto che è frutto di lavorazione delle olive che sono il frutto degli alberi di olivo; le olive vengono raccolte, pulite e spremute, con varie tecniche e il liquido che se ne ricava è quell’olio che tutti assaporiamo ogni giorno sulle nostre tavole; uno dei pochi prodotti in commercio assolutamente naturale, privo di aggiunte o manipolazioni.

Le peculiarità e le differenze da un olio all’altro

Ogni tipo diverso di olio ha le sue proprietà, il suo gusto e il suo grado di acidità, inoltre un olio può essere più piccante di un altro o più aromatico, o fruttato, dai sentori legnosi, oppure fresco e acidulo.

L’olio extravergine di oliva ha un grado di acidità inferiore a 0,8, viene estratto solo con metodi meccanici.

L’olio di oliva vergine ha un grado di acidità inferiore a 2, viene estratto solo mediante mezzi meccanici.

L’olio di oliva raffinato ha un grado di acidità inferiore a 0,3 e viene estratto con bilanciamento e rettificazione di olio di oliva lampante con metodi chimici, fisici e raffinazione finale.

L’olio di sansa di oliva raffinato ha un grado di acidità inferiore a 0,3 ed è il frutto della prima fase di estrazione che utilizza un solvente delle sanse ed una seconda fase di raffinazione.

Quindi per definizione possiamo dire che le olive possono fornire olio non una sola volta ma più volte, va da sè però che la prima spremitura fornisce l’olio migliore; le seguenti estrazioni danno come risultato un olio buono ma meno forte, e via via fino ad arrivare alla sansa che pur essendo commestibile è l’ultimo gradino qualitativo della spremitura delle olive; questi differenti gradi di qualità dipendono anche dalle caratteristiche naturali e dal tipo di olive spremute.

Diventare conoscitori del buon olio d’oliva italiano

Per riconoscere se un olio è di qualità superiore bisogna aver accumulato una notevole esperienza nella degustazione e nel saper riconoscere anche il colore, la densità e il profumo dell’olio di alto profilo; la purezza del liquido va sempre testata versando l’olio in un bicchiere ampio e trasparente, l’esame va fatto con tutti i sensi: olfatto, vista e gusto. L’olio esaminato per poter essere dichiarato “extra” non deve presentare sostanze sospese nel liquido sospensioni a carattere grumoso, deve essere ala vista limpido e e alla degustazione fluido; il colore può essere  verde o giallo dorato o giallo paglierino, il colore non determina la qualità dell’olio ma indica il tipo di oliva dal quale è stato spremuto e in quale zona sono state raccolte le olive, ovvero specifiche climatiche e di terreno. Una tipica e tradizionale prova di bontà è quella che hanno sempre praticato nelle campagne, e cioè la “prova del pane”, i nostri nonni per testare un olio di oliva “nuovo” lo assaggiavano con un piccolo pezzo di pane; un metodo forse non molto ortodosso ma molto goloso. In ogni caso allora come oggi l’olio è sempre il re delle tavole italiane, e non solo.